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domenica

La Politica di Stalin

               Iosif Vissarionovič Džugašvili,  è stato rivoluzionario e politico sovietico bolscevico conosciuto come Stalin, (d’acciaio), Segretario Generale del Partito Comunista dell'URSS e leader del Paese tra 1924 e 1953. Il termine “stalinismo” indica spesso una visione, o una trasformazione delle idee del marxismo e del movimento operaio in modo da creare una rigida, e piuttosto elementare dottrina del mondo e della storia, una visione filosoficamente oggettiva del realismo, e la sussunzione sistematica di ogni accidente o compromesso, anche di natura più temporanea, sotto categorie teoretiche, allo scopo di fornirne una giustificazione in termini dottrinari e ideologici. Nonostante cresciuto in un seminario ortodosso, pratica l'ateismo come una religione, che si contrappone in modo incompatibile alle altre religioni, demolendo le chiese, mettendo fuori legge gli sacerdoti e le pratiche religiose. In seguito Stalin, eliminò progressivamente ogni rappresentante di quella che poteva essere una minaccia, sia politica sia professionale, allo scopo di sostituirla con elementi nuovi, da lui promossi, e pertanto a lui grati e fedeli. Nonostante questo, in seguito alla vittoria contro Hitler nella Seconda Guerra Mondiale, viene esaltato come: “padre dei popoli”, “maestro e guida”, “difensore degli oppressi e della pace”, fino alla pubblicazione di cosiddetto “rapporto di Khruščёv”, il suo predecessore, Nikita Khruščёv, che accusandolo di diversi crimini, inizio la “destalinizzazione”.



Conseguenze Seconda Guerra Mondiale - miniRiassunto

La seconda guerra mondiale finì ufficialmente nel 1945 con un bilancio delle perdite umane più disastrose rispetto alla guerra del ’14-18; le vittime delle barbarie ammontarono a circa quaranta milioni di individui e furono assai più numerose tra i civili che tra i militari. La guerra ebbe profonde ripercussioni anche sul sistema internazionale. Uno degli effetti più importanti dei negoziati di pace fu infatti quello di stabilire il ruolo egemone degli USA nel nuovo ordine politico ed economico in campo internazionale. Nel febbraio del 1945 alla Conferenza di Yalta, in Crimea, si incontrarono i tre "grandi" W. Churchill, F.D. Roosevelt e J.V. Stalin i quali stabilirono la suddivisione dell’Europa in due sfere d’influenza: l’Occidente agli anglo-americani, l’Oriente all’URSS, la "cortina di ferro" che separava l’Europa dell’Est da quella dell’Ovest, intorno ai quali si polarizzerà il sistema delle relazioni internazionali nel secondo dopoguerra e fino al crollo dei regimi comunisti, i principali paesi dell’Europa occidentale, tra cui l’Italia, avrebbero iniziato il loro cammino verso l’integrazione europea, sotto la guida degli USA, aiutati dal piano Marshall (1948). Italia ebbe ritmi di crescita tra i più alti del mondo.